Domani mi compro un dinosauro 1/7.

Ci avete mai pensato? Quando eravate bambini. Le sensazioni di allora. Le parole di allora. Le emozioni di allora. E quando diventate grandi, cosa vi rimane? Cosa buttate via? Il tempo non aspetta. Non importa quanto stretto lo teniate. Il tempo fugge.
È bastardo. Infimo. Come l’universo e tutto il resto del creato.
Oggi non sei niente ma ieri eri qualcosa.
Poi un giorno conosci una donna e… niente, cacaci il cazzo.

Ahahahahah ok c’ho provato ad essere serio ma sticazzi, sto blog stava diventando il ricettacolo delle confessioni di un mentecatto pieno di problemi, manco stessi scrivendo una sceneggiatura per un film che andrà di moda tra gli artisti del centro storico (ve lo immaginate? Che titolo gli diamo? Io pensavo a qualcosa di profondo ma che in realtà non significa un cazzo, tipo “L’abbraccio dello struzzo” oppure “Volando con l’airbag sgonfio” ecc.)
Il fatto è che mi sono reso conto che avere una vita sociale oltre che toglierti tempo ti butta sulle spalle anche una responsabilità non indifferente. Praticamente è come stare a dipingere continuamente un quadro davanti alle persone che frequenti.
Non sarebbe manco troppo difficile, tanto il quadro rappresenta il modo in cui ti mostri agli altri.
Il fatto è che se non fosse che a volte conosci persone nuove e quindi essendo per un bel po’ già disegnato (e non avendo avuto questi la possibilità di assistere al “processo creativo”) ti ritrovi a dover disegnare ed improvvisare munnezza in maniera affrettata come per dire “guarda che io non solo solo così! ho anche dei sentimenti, sono una testa pensante, ho persino un blog! Come? No il grande fratello non lo guardo, no, nemmeno zelig”
Ma mica è solo questo il problema, eh. Se no che ci vuole, pensa che c’è pure gente che li piglia a capate sti quadri e poi li spaccia per “arte contemporanea”. Beati a loro, a me mica vengono queste idee geniali. Eh no.
Il fatto è che non si capisce perché certa gente se ne va di capa e da che sembrava che ti volessero pure dare una mano a fare sto quadro (ok magari tipo buttarci dei brillantini sopra non è proprio aiutarti ma uno apprezza il pensiero ed il gesto… finché possibile) te li ritrovi che non solo cercano di sfregiartelo, ma si mettono pure a fare i buffuncielli afferrandoti il polso e mettendosi a dipingere al posto tuo come a dirti “guarda che non sei così come vuoi far sembrare, infatti ho notato che ecc ecc” non capendo che dopo che te li sei levati dai coglioni bastano due pennellate e via, la puttanata è coperta. Ed a meno di scartavetrare tipo barbone che rovista nella munnezza non verrà mai più fuori.
Il problema è che se non te li levi dai coglioni, come si fa? ma questa è un’altra storia, evvai!
Comunque è inutile buttare il tempo a cercare di sputtanare i quadri degli altri tramite il proprio, almeno io la penso così. Per sputtanare la gente bastano le parole, se poi il tuo sudore puzza di odio e disprezzo non c’è bisogno nemmeno di quelle.
Sarà per questo che usiamo il deodorante, meglio non far sentire che odiamo.
Cioè, ci pensi? Ma vafammoc.

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6 thoughts on “Domani mi compro un dinosauro 1/7.

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire (cit.)

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