L’importanza di essere dei cafoni spiritualmente arricchiti.

Sono seduto sulle scale del mio palazzo. Dinnanzi a me c’è una macchina blu piena di adesivi con un giapponese/cinese/coreano/americano/qualunquecazzodicosaeglisia che si sta allucinando da una buona mezz’ora per cercare di farla partire. Potrei andare ad aiutarlo tanto per fare la persona perbene, anche se di macchine non capisco un cazzo.
Fortunatamente rinuncio.
E rinuncia pure lui visto che alla fine la chiude e se ne va per la sua strada, chissà dove cazzo abita sto povero maronno.
Se fosse successa a me una cosa del genere sarei già andato in paranoia, non credo di riuscire a lasciare la macchina lì ed andarmene come se niente fosse, mah, che gente.
Me me torno letto a pensare ai cazzi miei, la mia testa comincia a protestare.
Ho la tenda scassata, immerso nel non-buio della mia camera sento bussare.
Avanti.
Sono in due: una si siede sulla finestra, l’altra si infila nel mio letto.
Mi fanno delle domande, mi cazzeano, cercano di stimolare la mia pietà.
E poi si cambia discorso, il 21 dicembre, il cambio di dimensione, il passaggio da una dimensione maschile a quella femminile dove le donne comanderanno.
E pure gli alieni lo sanno, che non a caso non hanno un cazzo da fare che guardare a me che suono la chitarra. Sappiate che quando verrà il momento di atterrare sulla terra dovete portarmi almeno na pizza margherita se volete mettervi ragionare con me. Possibilmente quella di Sorbillo che costa pure poco, non fate i pezzenti su su.
Se poi veramente passiamo alla quarta dimensione la venderanno la birra? Si potranno mangiare gli spaghetti alle vongole? Ci sarà sempre il fetuso? Ed il perditempo a piazza Dante? Ed i parcheggiatori abusivi parcheggeranno macchine della quarta dimensione? Ed i mutui? Dovremo continuare a pagarli oppure nella nuova dimensione femminile non esisteranno i soldi e tutte le transazioni avverranno in base a scarpe, reggiseni e mutande?
Ma poi io voglio dire una cosa: ma se per caso il 21 dicembre non succederà un cazzo (cosa molto probabile, diciamoci la verità) avete idea di quanto vi prenderò per il culo?
Che poi sta menata serve solo per trovare una scusa per essere sfaticati.
“Hai studiato Ear training?”
“Eh no, ho seguito il mio ego”
“E cioè?”
“Io ed il mio spirito abbiamo sentito il bisogno di aiutarlo”
“Cioè fammi capire, hai cazzeggiato tutto il giorno?”
“Ho dovuto seguire il mio ego”
Cioè nun hai fatt nu cazz.

La gente che crede in queste cose non capisce.
Io sono nato e cresciuto in un posto dove la cinica e miserabile realtà automaticamente distrugge qualunque illusione di un mondo migliore. Figurati se a Napoli passano alla quarta dimensione, al massimo nascerà una nuova specie di parcheggiatore abusivo senza scrupoli che non ti dirà più “uagliò, na cosa a piacere” ma piuttosto “capo, so quatt’ euri”.

Perché infondo appartieni ad un’altra razza.

In un caldo da disastro climatico mi ritrovo a camminare avanti ed indietro difronte le scale del mio palazzo.
Una zoccola asiatica con la pelle piena di tatuaggi esce dal palazzo fumando una sigaretta dal filtro bianco con l’aria di chi se ne strafotte di far scattare l’allarme antincendio.
Proprio tale e quale a me.
Mi viene vicino ed accenna qualcosa di incomprensibile. Le rispondo come un celebroleso pensando più a come sarebbe fottermela che a quello che sto dicendo.
Mi balena in mente di fare la stessa mossa del bigliettino col numero di telefono ma poi lascio perdere. Fai che tiene qualche malattia venerea.
Mi arriva un messaggio in un inglese incomprensibile da parte di un cretino sconosciuto o almeno credo. Mi chiedo come si faccia ad avere la forza di essere così cretini e scrivere messaggi del genere con questo caldo. Per avere la sicurezza di ignorarlo lo cancello. Se un giorno qualcuno dovesse rivendicare tale scempio farò finta di niente.
Non siamo nemmeno a metà di questa estate merdosa e mi sembra incredibile che io d’inverno abbia tanto aspettato e desiderato questo schifo di stagione del cazzo.
Forse dovrei andare a qualche party ma ho paura di essere costretto ad ubriacarmi con birra calda e cocktail a base di latte di cocco che sanno di piscio diabetico. Torture che non vale la pena sopportare, nonostante il fine.
Per la seconda volta nella settimana mi ritrovo coinvolto in una situazione del cazzo, lontano da casa e mi sento la falsità fatta persona. Parlo e saluto gente per tutto il tempo che non occupo studiando, mi sforzo di essere gentile e può essere pure che fingo di sorridere, ormai non lo so, riesco ad ingannare anche me stesso.
A tratti li odio tutti e non li percepisco nemmeno come esseri umani. Alcuni sono solo insetti fastidiosi che parlano a monosillabi codificati.
L’alcol inizia a disgustarmi, soprattutto dopo che visto frullare e poi bere un Mojito.
La differenza tra i background culturali mi ha stufato, vedo la solita munnezza ovunque.
Non ho più voglia di provare a riempire e poi bere le persone come se fossero bottiglie d’acqua.
Dovrei cancellare tutti i numeri delle troie sfrattacazzi che ho conosciuto qua, tanto non ho mai voglia di chiamarne qualcuna, anche perché dopo un po’ non saprei più che cazzo dirle.
Il tempo ci schiaccia lentamente, gli altri non capiscono ma io si.
Vabbè, cercherò di fottermi la zoccola asiatica. Almeno puzzerà di sigaretta spenta e non di candela aromatizzata alla nullità.