Il palazzo degli spacciamunnezza.

Quando ho firmato il contratto mi avevano detto che avrei potuto chiedere a qualcuno nel palazzo per la rete Wi-Fi.
Mi sembrava un’ottima idea.

Il primo tentativo l’ho fatto con quelli del piano di sopra. Vado a bussare ma non c’è nessuno.
Beh, pazienza.
Poi è toccato a quelli che m’avevano dato speranza: i fessi affianco.
Busso, mi apre uno col cappellino dei Red Sox (e per questo già mi sta sul cazzo).
Chiedo, lui è un ragazzo sulla ventina. Molto gentilmente mi dice che hanno pagato per avere il pacchetto intero di comcast, tv compresa, ed avranno il wifi tra qualche giorno e sono assolutamente disponibili a splittarlo. “Grande!” penso, è solo questione di qualche giorno.
È passato un quasi un mese e questi ancora non hanno il WiFi.
Vabbe’, a questo punto la cosa migliore è chiedere a qualcun altro.
Il primo della lista con cui ho avuto a che fare è quello che vive al piano di sopra, un semipalestrato sulla via dell’imbecillità. Probabilmente gioca a basket o uno di quegli sport americani da menomati.

Gli chiedo se ha il wifi e mi dice di no. Gli chiedo in che appartamento vive e mi risponde che è il numero 6.
“Ma guarda che spacciamunnezza” penso. Gli dico che c’è una rete wifi che si chiama 419HanoverstApt6 e se non è il suo di wifi allora di chi cazzo è, dell’Arcangelo Gabriele? Mi risponde che ha una roommate ed è probabilmente suo.
Mo’ cerchiamo di capire chi cazzo è la roomate. Per quanto ne so io in questo palazzo vivono 3 femmine. Oltre la vecchia imbeccille e cacazzo che sta al numero 5, ho visto che ci sono due bionde sulla trentina. Una è la puttana cessa bionda con gli occhiali che sta al numero 7; quando le ho gentilmente chiesto di splittare il wifi non mi ha nemmeno risposto “I’m sorry”, ha detto direttamente “oh, no.”
Scaldacazzi da quattro soldi, deve venire il giorno in cui avrai bisogno di qualcosa, anche solo il cazzo di sale, che non solo ti risponderò “oh, no” ma ti farò anche sentire una merda perché ti sei dimenticata di comprarlo.
L’altra è la simpatica biondona che ha pensato che volessi stuprarla quando sono entrato nel palazzo con lei.
Mi guarda terrorizzata: “chi sei, vivi qua?” mi chiede.
Le rispondo che vivo al numero 4, facendole vedere le chiavi di casa.
Alchè si tranquillizza e mi sorride. Io ovviamente ho subito pensato a come fare per fottermela. Ma poi ho pensato che per non farla spaventare che dovevo fare? Aspettare che fosse entrata, chiudere il portone e riaprirlo? Ma che cazzo di gente.
L’ultimo della lista è quello che sta difronte a me. Lo fermo mentre sta rientrando a casa e gli chiedo del wifi.
Lui mi guarda terrorizzato e mi dice “sorri ai dont speak englisc, i em italian” esattamente come l’avete letto.
Gli dico che sono italiano pure io, mi risponde che il wifi è intestato al fratello e deve chiedere a lui. Gli spiego che non deve fare altro che darmi una cazzo di password e gli do 15$ al mese, gli faccio pure il caffè se vuole.
“Devo chiedere a mio fratello.” Bravo o’ strunz. Aspetta che serva qualcosa pure a te e vedrai come anche io dovrò chiedere a mio fratello. Anzi pure al mio bisnonno che sul testamento ha lasciato scritto che qualunque cosa avessi posseduto una volta andato a vivere in america sarebbe stata sua ed avrei dovuto chiedere il permesso sulla sua tomba.

Qui va a finire che dovrò dare 30$ al mese a comcast per averlo io il cazzo di wifi.
La rete si chiamerà “NobodyWantsToSplitSoFuckYou”.

Oppure più semplicemente “Vafammoc.”

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Se mi fosse piaciuto giocare con la vita della gente avrei fatto il barbiere.

Una volta mi dissero che non so quale popolazione beduina d’estate beve solo cose calde perché quelle fredde non dissetano. Io dal conto mio ho sempre pensato il contrario.
Una volta però mi sono detto “dai, proviamo!”
Non l’avessi mai fatto.
Mi siedo ad un bar con amici in una serata di inizio luglio e tutti ordinano bevande gassate fredde.
Aspetto con impazienza il mio turno e quasi fremo dalla voglia di chiedere la mia ordinazione.
Il cameriere mi guarda e mi dice sfasteriato “che ti porto?”
“Un tè”
“Limone o pesca?”
“Nessuna delle due, un tè caldo”
Mi guarda a tipo come si guardano i pazzi e scoppia a ridere.
“Caldo? Ma sei sicuro? Ma ti senti bene?”
“Si certo, ma come non lo sa che c’è una popolazione beduina ch…”
“Che s’ bev’ o tè caldo d’estate? E quelli perciò so beduini! Uagliò ma che vuless fa, o’ bin ladèn?”
Vi giuro che lo disse proprio così, in corsivo.
Alché tutti quei pidocchiosi che si spacciavano per miei amici cominciarono a ridere ed a dire cose tipo “o bin ladèn non vorrai mica farci zompare per aria?” “Vuliss nun poc e dinamite assieme al tè o’ bin ladèn?” “T’ piace a robba calda eh bin ladèn” Ed altre battute squallide che non fanno manco nei bar di quei paesi sperduti dove nemmeno gli abitanti stessi sanno dove si trova e come si chiama il paese in cui vivono.
Quell’esperienza mi traumatizzò in maniera irreversibile.
Mo’ tenete presente che ci sono delle situazioni in cui conoscete una ragazza “molto ok” che però per una ragione che non sapete manco voi non l’avete mai presa in considerazione come potenziale vittima di qualche tristissimo corteggiamento.
Questa situazione regge ovviamente finché lei non vi manda qualche strano segnale che però viene interpretato in maniera bizzarra dalla vostra testa ed alla fine fa si che lei passi da bona semisconosciuta a potenziale vittima sacrificale e che poi… vabbuò insomma ci siamo capiti.
Nel mio caso specifico successe che in un pomeriggio di inizio agosto stavo passeggiando per i cazzi miei e ci stava una di queste zoccole d’alta borghesia seduta ad uno dei bar che frequentavo di solito quando vivevo a Napoli.
Passo, la saluto e lei mi fa cenno di sedermi con lei.
Colgo la palla al balzo e mi siedo.
Iniziamo una conversazione che va avanti senza troppi intoppi fino a quando non si manifesta il cameriere. Io ordino un cappuccino freddo e lei, mannaggia la marina, ordina un cazzo di tè caldo.
Alla vaniglia.
“Un tè? Ma non fa un po’ caldo?” (c’erano tipo 40 gradi)
Mo’ tenete presente quando una ragazza magari è pure un minimo interessata a voi finché non si verifica la possibilità di farvi sentire una munnezza?
“Ma come non lo sai che c’è una popolazione di beduini che…”
E pure il cameriere omm’ e merd: “ma si infatti non lo sapevi che le bevande calde d’estate dissetano?”

Da quella volta ho capito che finisco sempre per farmi manipolare dagli altri in maniera troppo facile. Dopotutto non sono mica un barbiere, quelli si che possono giocare con la vita della gente.