Se mi fosse piaciuto giocare con la vita della gente avrei fatto il barbiere.

Una volta mi dissero che non so quale popolazione beduina d’estate beve solo cose calde perché quelle fredde non dissetano. Io dal conto mio ho sempre pensato il contrario.
Una volta però mi sono detto “dai, proviamo!”
Non l’avessi mai fatto.
Mi siedo ad un bar con amici in una serata di inizio luglio e tutti ordinano bevande gassate fredde.
Aspetto con impazienza il mio turno e quasi fremo dalla voglia di chiedere la mia ordinazione.
Il cameriere mi guarda e mi dice sfasteriato “che ti porto?”
“Un tè”
“Limone o pesca?”
“Nessuna delle due, un tè caldo”
Mi guarda a tipo come si guardano i pazzi e scoppia a ridere.
“Caldo? Ma sei sicuro? Ma ti senti bene?”
“Si certo, ma come non lo sa che c’è una popolazione beduina ch…”
“Che s’ bev’ o tè caldo d’estate? E quelli perciò so beduini! Uagliò ma che vuless fa, o’ bin ladèn?”
Vi giuro che lo disse proprio così, in corsivo.
Alché tutti quei pidocchiosi che si spacciavano per miei amici cominciarono a ridere ed a dire cose tipo “o bin ladèn non vorrai mica farci zompare per aria?” “Vuliss nun poc e dinamite assieme al tè o’ bin ladèn?” “T’ piace a robba calda eh bin ladèn” Ed altre battute squallide che non fanno manco nei bar di quei paesi sperduti dove nemmeno gli abitanti stessi sanno dove si trova e come si chiama il paese in cui vivono.
Quell’esperienza mi traumatizzò in maniera irreversibile.
Mo’ tenete presente che ci sono delle situazioni in cui conoscete una ragazza “molto ok” che però per una ragione che non sapete manco voi non l’avete mai presa in considerazione come potenziale vittima di qualche tristissimo corteggiamento.
Questa situazione regge ovviamente finché lei non vi manda qualche strano segnale che però viene interpretato in maniera bizzarra dalla vostra testa ed alla fine fa si che lei passi da bona semisconosciuta a potenziale vittima sacrificale e che poi… vabbuò insomma ci siamo capiti.
Nel mio caso specifico successe che in un pomeriggio di inizio agosto stavo passeggiando per i cazzi miei e ci stava una di queste zoccole d’alta borghesia seduta ad uno dei bar che frequentavo di solito quando vivevo a Napoli.
Passo, la saluto e lei mi fa cenno di sedermi con lei.
Colgo la palla al balzo e mi siedo.
Iniziamo una conversazione che va avanti senza troppi intoppi fino a quando non si manifesta il cameriere. Io ordino un cappuccino freddo e lei, mannaggia la marina, ordina un cazzo di tè caldo.
Alla vaniglia.
“Un tè? Ma non fa un po’ caldo?” (c’erano tipo 40 gradi)
Mo’ tenete presente quando una ragazza magari è pure un minimo interessata a voi finché non si verifica la possibilità di farvi sentire una munnezza?
“Ma come non lo sai che c’è una popolazione di beduini che…”
E pure il cameriere omm’ e merd: “ma si infatti non lo sapevi che le bevande calde d’estate dissetano?”

Da quella volta ho capito che finisco sempre per farmi manipolare dagli altri in maniera troppo facile. Dopotutto non sono mica un barbiere, quelli si che possono giocare con la vita della gente.

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7 thoughts on “Se mi fosse piaciuto giocare con la vita della gente avrei fatto il barbiere.

  1. Avresti dovuto raccontarle l’episodio precedente! Ti sarebbe caduta ai piedi, garantito.
    Ahaha ho visto adesso il tristan 😀 grandissimo

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire (cit.)

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