Capodanno sul lungomare carcerato.

Avevo una sciarpa Fay, frutto di una serie di regali riciclati da chissà quante persone. Ce l’avevo perché a Francoforte me l’hanno fottuta senza nemmeno capire bene come. Me l’hanno fatta levare perché dicevano che potevo nascondere esplosivi sotto la sciarpa.
Già, gli esplosivi in gola, sicuramente l’ultimo grido della fashion terrorism.
Fatto sta che me l’hanno fatta levare e poi non l’ho più ritrovata, e visto che il mio secondo volo stava partendo sono dovuto scappare come una camorrista che cerca un cesso per cambiarsi l’assorbente. Il paragone è perfetto, l’idea di rimanere a würstelandia per chissà quanto tempo ancora mi terrorizza.
Atterro a Napoli e fa molto caldo, praticamente è estate. Aspetto la valigia che stranamente arriva subito e tutti mi invidiano. Esco fuori sperando di trovare chissà quanta gente pronta ad accogliermi ed invece non c’è nessuno.
Si sono dimenticati di me ed i miei cellulari non funzionano, non so come contattare mia mamma per dirle “venitemi a prendere! Telefono casa!”
Ho 5 euro e c’è un telefono pubblico. Accetta solo spiccioli di euro ed io non ne ho.
Idea geniale, vado al bar e compro una bottiglia d’acqua, così avrò degli spiccioli.
Faccio la fila, esordisco “Hi! How are you? Can I have a bottle…”
“Uagliò ma ch’ stai ricenn?”
“Una bottiglietta di acqua, con le bollicine, grazie”
Telefono e mi lamento. Papà sta arrivando, lo aspetto fuori. Sono esausto, mi siedo sul mio trolley. È uno di quelli con quattro ruote, infatti l’ho soprannominato “caniello” perché posso portarmelo in giro come se fosse un cane al guinzaglio.
I trolley sono fatti per metterci la roba dentro, non per sedercisi sopra, infatti mi accappotto ma mi ritrovo seduto per terra e non faccio manco la mossa di riprendere la dignità e rido di me stesso. I cuozzi ed i cafoni intorno a me pensano che sia pazzo, ma non hanno nemmeno idea di cosa potrei fare se avessi un lanciafiamme tra le mani. Ah, la gioventù di merda.
Sto seduto al sole, mi sento una pianta in fotosintesi clorofilliana ed uno mi allucca qualcosa. Si siede vicino a me, vuole sapere che faccio, chi sono, perché sto così.
“bentornato a Napoli! Me la dai una mano? Voi comprarti un calzino?”
“Uno solo?”
“No fratè, una paia”
“Vedo se ho spiccioli…”
“Fratomo non costano spiccioli”
“E quanto costano?”
“È natale, dieci euri a paia”
“Ma io non ho dieci euro”
“E allora non farci perdere tempo!”
Ma guarda che hai fatto tutto tu, eccoli qua i nuovi liberi imprenditori.

Ormai è una settimana che sono tornato ed a pizzaland non è cambiato nulla. L’originale festa orribile, il capodanno, si sta lentamente avvicinando e l’unico modo intelligente per passarla sarebbe trovarsi una donna pseudodecente e chiudersi in una stanza d’albergo con lei e due bottiglie di whiskey. Se non altro in questa maniera non dovrei mangiare le lenticchie, che sono la più grande illusione/delusione umana.

Bentornati a pizzaland, dove i sogni rimangono sogni e la gente, nonostante tutti i problemi che ha, si prende anche il lusso di essere così cretina.

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