Tredici sbalzi di umanità.

Tentativo di flusso di coscienza numero 1: Triskaidekaphobia

Uno due tre quattro cinque sei sette otto nove dieci undici.
Uno due tre quattro cinque sei sette otto nove dieci undici dodici.
Uno due tre quattro cinque sei sette otto nove dieci undici dodici quattordici.
Quindici sedici ventisette trentotto quarantuno cinquantanove settantaquattro ottantuno.
Schoenberg aveva la fobia del numero tredici. Ho controllato, nella mia copia di “Manuale d’Armonia” c’è pagina tredici. La cosa non deve farlo riposare in pace.

Tentativo di flusso di coscienza numero 2: [R]assegno

Cammino tirando dritto e (di)sprezzando qualunque cosa vedo o sento, nulla di nuovo ma sta volta è di più. Forse dormo troppo poco e sogno troppo. A occhi aperti si intende, ma non ci posso fare niente è una vita che va avanti così.
Si è creato un vuoto da qualche parte e nella mia testa qualcosa è cambiato, sento non è più come prima ma razionalmente non mi spiego il perché.
Sarà, forse ho passato troppo tempo a rassegnarmi di essere sempre tale e quale.

Tentativo di flusso di coscienza numero 3: Otto

C’è qualcosa tra il mondo reale ed un eventuale mondo delle idee. C’è un collegamento, un laccio. Prima mentre camminavo l’ho visto. Non so se l’ho immaginato ma in ogni caso l’ho visto. Ha una forma simile a quella di un 8, un po’ allungato verso il centro.
Non ho ancora capito come funziona in ogni caso credo che bisogna agganciarci qualcosa, giusto sotto il limite dell’inconscio.
Non ho capito ancora cosa attaccarci ma in ogni caso deve essere un qualcosa di predisposto, tipo un’ispirazione.

Tentativo di flusso di coscienza numero 4: Volontà d’onnimpotenza

Dopo l’esame di film scoring mi sono seduto sul divano a controllare i risultati delle partite. Una mi ha guardato in maniera strana e mi ha chiesto come stavo. Ho risposto con un verso, non so bene quale. L’ho ignorata ed ho cercato di sintonizzare l’applicazione della rai per sentire la radio. Tanto per cambiare non funziona.
Lei mi guarda di nuovo, mi dice che dal quel divano potrebbe anche non alzarsi mai più.
Voleva stabilire una conversazione, le ho risposto con un cenno del viso.
Due minuti dopo l’ho salutata, mi ha guardato interdetta. Avrei potuto invitarla a prendere un caffè ma non l’ho fatto.
Sarà, ma in quel momento mi sono sentito onnipotente.

Tentativo di flusso di coscienza numero 5: Coccoina

Venticinque anni fanno un quarto di secolo. Non ho mai provato la cocaina e tutti gli altri tipi di droga. Ormai è tardi per iniziare.
Una volta una mi chiese un parere sul suo fidanzato che era cocainomane ed una sera l’aveva pure presa a schiaffi.
Un paio d’anni dopo l’ho pure conosciuto, un coglione di dimensioni bibliche.
All’epoca ero un debole, quella gente mi intimoriva.
Ora li ignoro ma una parte di me teme ancora quella Napoli altolocata e spregiudicata.
Non ho mai risolto questa cosa, dentro di me è cresciuto un piccolo mostro.

Tentativo di flusso di coscienza numero 6: DNP

Uno col disturbo narcisistico di personalità maligno è un masochista con la sindrome di Stoccolma verso se stesso?

Tentativo di flusso di coscienza numero 7: Cose Tortuose

Forse non dovrei scrivere queste cose, magari sembro pazzo. Ma, sorpresa, non lo sono! Un pazzo non sa di essere pazzo. Si crede normale. Esattamente come un normale non sa di essere normale ma anzi, crede di essere speciale quando invece è come tutti gli altri. Quindi se io penso di essere speciale non sono malato, ma normale. Però non è tanto normale credere di essere in un modo quando lo si è in un altro. Credo che nel termine “normale” sia compresa una sorta di coerenza di fondo. Uno normale sa di essere normale proprio come tutti gli altri che lo circondano. Invece no, uno normale si crede speciale perché se no non bombarderebbe gli altri con se stesso.
Ora ho capito, la gente lancia torte di se stesso alla gente e pretende che le mangino. Ti tiro una torta di me stesso, tu ti sporchi la faccia e devi pure mangiarla perché è una torta di me stesso, non è possibile che non ti piaccia. Se cerchi di pulirti la faccia, magari anche disgustato non è colpa mia che ti ho tirato una torta in faccia, sei tu che sei sbagliato perché non ti piace.
Certi comportamenti umani proprio non li capisco.

Tentativo di flusso di coscienza numero 8: Serie B.lack

Facciamo una cosa, andiamo a correre io e te, solo io e te, te ed io come quella volta che siamo andati all’ospedale ed il tassista ne(g)ro ha fatto il razzista e ci portò in quell’ospedale lontanissimo fottendoci 40 dollari e passa.
Pezzo di merda, figlio di puttana. Era di New Orleans, altra città che ha prodotto quell’abominio che è il jazz.
Ma come il jazz ci piace tanto, quello contemporaneo però. I tamarri tipo Joshua Redman, Kenny Garrett, insomma quella roba là si che ci piace. È il bop che ci fa schifo. Quella volta che ci perdemmo al terzo chorus su Cherockee non ce la dimenticheremo mai. Pezzi di merda. Indovina quelli che suonavano con noi di che colore erano.
Celeste.

Tentativo di flusso di coscienza numero 9: Tolstoj non si era giustificato

Mi piaci molto, ma da me a volte pretendi troppo. Sono fatto così, non ce la posso fare a starti sempre sempre sempre sempre dietro. Ieri ho sognato che ci baciavamo e si sentiva che provieni da un paese molto, molto freddo. Oggi comunque ti ho vista e ti ho salutata, ci conosciamo bene ma mi hai dato l’uno percento della tua attenzione, quello che basta per alzare il palmo della mano e scuoterlo. Io ho fatto lo stesso, anche io ti do poca percentuale della mia attenzione che comunque è sempre più della tua, spalmato su quella poltrona di pelle finta viola ti ho pure lanciato un sorriso. Tutto ciò è molto immaturo da parte mia ma non è te che mi interessa, è quello che c’è nella tua testa che non vuoi sempre rivelarmi. È quella conoscenza, è quella disciplina e dedizione che bramo tanto.
Io comunque, a differenza tua, sono bravo anche a fare altro.
Se non mi credi, fottiti.

Tentativo di flusso di coscienza numero 10: Animal Fuck

Una mucca molto triste se ne è andata dall’ovile dove, appunto, non centrava un cazzo. Una mucca speciale dotata dell’abilità di capire gli altri, persino le non mucche. Una mucca triste perché una mucca nasce per essere munta o mangiata mentre in quel posto tutti volevano solo la lana delle pecore. Tutti volevano bene alla mucca e la mucca riusciva a fingere con se stessa di voler bene a tutti ma poi un giorno la mucca se ne è andata.
Appena è andata via, così di punto in bianco, si è fermata dietro l’ovile a guardare un albero. Dentro l’albero ha visto una foglia piccola piccola piccola che si muoveva in maniera impercettibile al vento.
Era ancora sera presto quando la mucca se ne è andata e tutti gli animali correvano felici a destra e manca ma la mucca era da sola e nessuno l’ha notata. Triste triste la mucca ha provato anche a imprecare in mucchese mentre stava per inciampare ma nessuno l’ha notata.
Un mucca buona e triste se ne è andata, una mucca buona e triste non diventerà mai carne di macello.
Una mucca buona e triste è diventata macellaio ed ora tutti hanno paura di lei quando prima la consideravano un elemento positivo.
Adesso la mucca governa il mondo e tutti quelli che le stanno antipatici hanno paura.
Anche le altre mucche tristi.

Tentativo di flusso di coscienza numero 11: Stupidometrie

Dodici quadrati fanno un quadrato molto grande? Quale cazzo è l’area di un esagono?
Cristo, credevo che il momento di rimpiangere il non aver fatto un cazzo di niente a scuola non sarebbe mai arrivato.
Eravamo animali da macello.

Tentativo di flusso di coscienza numero 12: Thief Rolls

Il mio orologio preferito va indietro. Pezzo di merda, da te non me lo sarei mai aspettato. Li odiavo gli orologi, adesso non so perché mi piacciono. È normale questa cosa? Per carità prima adoravo e leggevo un sacco di cultura orientale, sopratutto quella cinese. Adesso mi fa schifo quella roba e penso che siano tutte un mare enorme di cazzate. Me la presi pure con mio padre una volta e commisi un errore, aveva ragione. Pensavo che in oriente fossero persone superiori invece adesso mi fanno tutti schifo, a tratti alcuni di loro non li considero nemmeno essere umani.
No vabbè non esageriamo, alcuni di loro sono buoni, come quelle patatine fritte bianche che però sanno di granchio. Gli altri, non lo so. Fatto sta che se non esistessero non ne noterei la differenza.

Tentativo di flusso di coscienza numero 13: Vegans Vaginas

Non sono sicuro che essere vegani sia una buona cosa. Mi sembra una stronzata colossale. Molti animali nascono per essere mangiati, altri per essere accarezzati guardarli mentre pisciano e pensare “uh che bellini”.
Che schifo, una volta ho visto una donna pisciare in pubblico.
Ero a Berlino ed era capodanno.
Fu una merda.
Ed una donna era lì, accovacciata, che pisciava.
A volte la vita può essere davvero crudele.

I titoli ai flussi di coscienza sono stati assegnati un’ora ed una bottiglia di vino bianco dopo aver concepito e scritto il post.

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Un barattolo di nutella ripieno di merda.

Scritto per subitotrannete.

subitotrannete

Ormai l’Italia mi scivola addosso: l’ho sempre sempre detestata ma una volta andato a vivere all’estero ho cominciato a riempirmi la bocca con i compositori italiani, le pummarole, il mare ed il mandolino che manco so suonare. Fortunatamente ho smesso.
Vado a parlare con la mia professoressa di composizione speranzoso che si decida a rivelarmi qualche segretissimo segreto che mi faccia scrivere musica come Tchaikovsky ed invece niente, si finisce a parlare di camorra.
Io speravo che mi spiegasse un po’ di contrappunto orchestrale ed invece mi sono ritrovato io a spiegarle chi è Sandokan, cosa sono le paranze e perché gli eroinomani a Napoli li chiamano i visitors.
Che bravo che sono, le ho lette su Gomorra ste cose, mica le ho vissute.
Mi affascina la camorra ma sono sempre stato troppo codardo per andarle dietro.
È vero, sono un codardo. Ma come tutti i codardi conservo uno spirito…

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