Rumour Has It. Come l’Italia e sanremo fanno proprio cagare.

Io sono di parte perché ho sempre odiato sanremo, come ho sempre odiato la musica italiana (tranne alcune eccellenze).

Data la bellissima premessa avrete già capito che, non fregandomene un cazzo, su sanremo sono volutamente ed altamente disinformato. Anche se comunque questo non mi impedisce eticamente di parlarne male voglio dire che non solo la cosa mi rende orgoglioso ma che questo è il mio cazzo di blog dove dico “vafammoc” alle cose (e alle persone) gratis, non mi piglio mica i soldi.
Prima di venir boicottato da tutti i grillini ed i travaglioboys (di cui un tempo fa ero un valido ed orgoglioso membro, ma poi mio caro Marco è meglio che quelle infamità su Big Luciano non le scrivevi, dai su!) voglio dire solo una piccola cosa: l’Italia è un paese di gente senza senso, non ha nessuna coscienza sociale o civile, niente di tutto questo. Semplicemente un giorno ha acceso la tv ed ha sentito urlare “vafancul! vafancul!” ed ha detto “wa lo voglio fare pure io!” e così si spiega il vero successo di beppe grillo, infatti quando ci sono state le elezioni la gente ha preferito votare lo scippatore di fiducia del proprio quartiere più che l’iscritto al sesto anno fuoricorso di lettere moderne (ma incensurato) candidato da grillo.
Bella figura eh. Sperando che non mi quereli, dai che hai fatto la menata che il “vafancul a mamm’t day” (cit.) era gratis e poi hai messo il DVD a 25€.

Ma veniamo all’argomento principe.
Ho detto che si sono disinformato su sanremo ma, ahimè, mi piace il social networking (Scarlett se mi leggi sai già… ti prego, cambia idea!) e grazie a questo strumento ho scoperto che un sacco di gente si lamenta di questo limite di età messo a sanremo social che dovrebbe essere stato fissato a 29 anni. A parte i vecchi che rivendicano i loro diritti (ma quale diritti? siete vecchi il vostro unico diritto è morire, lasciateci spazio e levatevi dai coglioni!) l’unico limite che dovrebbero mettere è a sanremo stesso. Dovrebbero impedire a tutti di parteciparvi. Tutti. Cantanti, presentatori, pubblico, Canalis, Belen, Canalis e Belen che slinguazzano, insomma ci siamo capiti. Il palco dell’****** (niente product placement sul mio blogghino) dovrebbe essere vuoto. Non dovrebbe esserci niente, dovrebbe sembrare una scena uscita pari pari da un film di Dario Argento.
In vita mia credo di aver visto complessivamente un’ora di sanremo (buoni 20 min sono un video dei Quintorigo visto più e più volte) e di non aver mai ascoltato una canzone che in teoria dovrebbe averlo vinto, il che equivale per quello che mi riguarda a perdere la dignità.
Il passato è il passato e non me ne frega che un tempo vincevano grandi artisti con grandi canzoni. Se dopo di te lo vince Marco Carta vuol dire che se non sei ancora morto è meglio che ti suicidi. Pippo Baudo mi ha sempre fatto schifo, ed anche se una una notte in quel dì di Berlino guardando la tv tedesca dissi “mamma mia vi prego, datemi un programma con Pippo Baudo” ho da parte la giustificazione non che ero ubriaco ma che mi si erano abbassate le difese emotive. Vi voglio vedere in quella situazione al posto mio, come minimo per la disperazione sareste stati capaci di guardare 3 ore di fila il programma di quello che dice “buonasera buonanotte” con lo scotch sulle palpebre a modello cura Ludovico. E vi sarebbe pure piaciuto.

La verità è che alla gente piace la munnezza, la brama, la desidera, se ne ciba poi la espelle e se ne ciba di nuovo. Chiamano, votano, televotano se capiscono come funziona il televoto, estrinsecano la casalinga che è in loro e se ne crogiolano. La baciano, ci fanno sesso a mo’ di rito satanico e poi vanno su facebook a pubblicare il link con il cuoricino. La gente ha bisogno della munnezza per dare senso alla propria esistenza a conti fatti più che inutile. La guardano la cara Belen, ripiena e farcita di una bellezza tanto esotica quando inarrivabile, quella bellezza che ti deve piacere per forza perché è evidente che è bella (ma fossi ricchione?). Perché adesso c’è pure il video dove fa quello che si sapeva già E ti chiedi ma questa adesso come va ad andare in televisione. E ci va. E ci fanno pure le battute sul reggiseno di Belen che è la cosa più innocente che ha addosso. Anche quando non ce l’ha.

E la vedo la comicità di Italia 1, cosa contro cui ho sempre lottato e sempre lotterò. È dal quinto ginnasio che è così. Fluoro fluoro, Adriana Adriana. E chi cazzo se li scorda. Una classe intera che li ripeteva ed io non li avevo mai visti. Mai. E non lo farò. Mi piacevano gli Oasis e le ragazze.
Zelig con quella prima anoressica e mo’ obesa, ma tornatene in Spagna baldracca. C’era pure Claudio Bisio, che mo’ fa i film del cazzo che la gente va a vedere.
“È simpatico” dice papà.
“È nu scem e merd” dico io.
Come cazzo c’è arrivato là non si sa. Magari se l’è trombato Lele Mora.

E poi c’è lo Zio Silvio che ha fatto il decreto sulla sicurezza, dai che è la volta buona pure la sinistra è d’accordo, ci credo l’hanno fatto loro.
Eh ma ci ha messo dentro anche la legge per salvare Rete 4, mamma mia che vergogna, ma sta bene così perché se no poi come facciamo ad andare su facebook a fare i link contro Emilio Fede. Come lo faccio a dire che non sono apolitico, io lo schifo Emilio Fede.
Ma come sei apolitico? Che cosa inutile bisogna avere delle idee.
Come, hai votato? Ma non te ne vergogni? Come fai dare credito a questa gente loro non ci rappresentano.
Il Grande Fratello? No ma sei pazzo io lo schifo. Però guardo mai dire grande fratello la mia dignità è salva, c’è la Gialappa’s fanno ridere. Come? Pasquale è stato nominato? Oh mio dio e quello come ci torna a casa ha ucciso ad uno. Come lo so? Bello c’è internet io le notizie me le scelgo non assumo quello che vogliono inculcarmi. Il sonno della ragione genera mostri non lo sapevi? Vediamoci domani alle 12 nel cortile di lettere. Scusami se non sono venuta, sono rimasta a studiare con la mia amica.
Un caffè domani?
Si può fare, scusa avessi una sigaretta?
Eddai che c’è la Marcuzzi in tv alle 19.30 che è tutta nuda. Come dici? Ma così fan tutte non è un’opera di Mozart ma un film di Tinto Brass. Tinto Brass, il regista! non è mica un pezzo dei Porcupine Tree, ma che dici. Ma che musica ti senti? Sempre tu e sta chitarra.
Come dici? la coerenza è come la Maronna, c’è chi ci crede e chi no?
Sei pazzo! Non volessi che mi sbaglierei io ci credo.

Scusa, avessi una sigaretta?