Eresie.

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È finita. Basta. Ma chissenefotte tanto non ci abbiamo nemmeno mai provato. È una vita che ci lamentiamo, ma l’amore per la città? Il senso cittadino? Ma tu tifi Napoli? Come fai a tifare Juve se sei di Napoli? Io amo Napoli, per questo butto la carta del pacchetto per terra quando compro le sigarette. Butto le lavatrici a mare, non pago il biglietto dell’autobus e dico al controllore che è il mio compleanno per non farmi fare la multa.
Lo sapevamo, fin da bambini. Lo sapevamo che questa città è un inferno. Non ci abbiamo mai provato perché dentro di noi abbiamo sempre saputo che avremo fallito. Sapevamo che ci saremo stancati presto. Sapevamo che qualcuno ci avrebbe riso dietro “ma che lo fai a fare?” siamo nati arresi e schiavi di noi stessi, con il sogno di vedere le cose cambiare. Vederle cambiare, non cambiarle. Perché è sempre a questo che si riduce. Come all’epoca, Francia o Spagna basta che si magna. Siamo il popolo dall’adulazione precoce, arrivano i Berlusconi, i Bassolino, i De Magistris e li amiamo, dopo trenta giorni diventano ladri ed incapaci. Ci facciamo fottere dalle politiche dell’apparenza. Non dimenticherò mai Bassolino e Iervolino che inaugurano “la prima piazza telematica d’Europa” a scampia, proprio pochi mesi prima della guerra di camorra.
Ma a noi non interessa, perché siamo rassegnati. Siamo nati così e non cambieremo, oggi facciamo la petizione su Facebook per città della scienza e domani gioca il Napoli, hanno dato il rigore alla Juve? Che schifo. Vola vola Pessotto, mamma ti prego fai morire Quagliarella.
Siamo una generazione senza futuro ma a noi non interessa, perché il futuro non è adesso. I soldi del banco di Napoli ed il regno delle due Sicilie, ci lamentiamo dei torti che ci hanno fatto, da sempre. Se è da sempre perché non abbiamo mai reagito?
Non è crollato un palazzo, non è bruciata città della scienza. Non è crollato nemmeno il nostro orgoglio e bruciata la nostra dignità. Non li abbiamo mai avuti, perché quelli che avrebbero dovuto insegnarceli a loro volta non sapevano.
La realtà è che non faremo che sprofondare perché siamo nati già col piede nella fossa, siamo nati avvelenati, superbi, insolenti, volgari, anche se istruiti rimaniamo comunque animali da macello, e siamo noi stessi che l’abbiamo deciso.
I media mostrano la Napoli sbagliata? È vero, quella Napoli è tutto fuorché che giusta, eppure è l’unica che abbiamo. Non siamo tutti così, no è vero, come non tutti gli asini sono uguali.
Peccato che sempre asini rimangono.