La fiera dei munnezzari.

Certe cose non le comprenderò mai.
Ad esempio, come mai l’emergenza rifiuti continua a perseguitarmi?
Quando vivevo a Napoli dovevo fare i conti con quella che c’era per strada ora non riesco a capire perché devo avere a che fare con quella che c’è nel cervello delle persone con cui ho a che fare.
Quando sono venuto qua sapevo che avrei dovuto fronteggiare dei problemi e soprattuto sapevo che avrei dovuto soffrire un po’. Nonostante ciò alcune situazioni hanno fatto fatto sì che prendessi in maniera sbagliata l’avverarsi di certi problemi, facenti comunque parte dell’avventura che ho intrapreso ormai un anno fa. Certe esperienze comunque fanno parte della vita, in ogni caso è inutile stare a lamentarsi visto che fin qui mi è andato tutto bene.
Cazzate. Come non detto. Se le cose non vanno bene me ne lamento, dopotutto che cazzo me ne fotte. Non ho mica aperto un blog che si chiama Vafammoc per scrivere di quanto sono felice e di quanto la mia vita sia meravigliosa. È la felicità una cosa silenziosa, il resto è solo munnezza e cetrioli che galleggiano per aria.
Ma mannaggia alla notte in cui tutte le vacche sono nere.

Cominciamo con lo stabilire un paio di cose:
1) La gente in capa tiene i peggio guai: Passano giorni a spendere soldi a destra e manca in cazzate, ad offrire cene a donne che in cambio non doneranno mai la propria vagina ed a farsi weekend inutili in posti dove i genitori portano a svernare i figli viziatelli tra pupazzi ed alcolisti non tanto anonimi travestiti da Pippo e Paperino.
Passano settimane a dirti che stanno nei guai e necessitano del tuo aiuto. Quando poi viene il momento in cui ci si sistema e si aiuta a vicenda si tirano indietro a contratto firmato perché trovano qualcosa di più conveniente. La cosa bella è che i soldi prima li bevono e li pisciano e poi dopo si mettono a dire che gli servono per inseguire i sogni.
“Inseguire i sogni”, statti accorto, vir’ e nun t’ sperdere tra i boschi. Fai che incontri qualche maniaco che ti fa passare quell’istinto di infilare affari in esseri viventi che tu chiami “amore per le donne”? Magari per sempre?
2) A manco vent’anni già fanno i guappi di cartone: Tengono tipo diciotto anni e già si credono dei gesucrìsti full power. Ti fanno rimpiangere quei mocciosi del liceo sotto casa tua che ancora si mettono i pantaloni con la scritta “RICH” sul culo perché credono che le così ragazze gli fanno i bucchini. Girano vestiti talmente patinati che ti metti persino scuorno di far vedere che hai qualcosa a che fare con loro. E per mettersi scuorno in america vuol dire che il fatto è proprio serio. Non solo questo, se la tirano in ogni modo possibile: suona un clacson e ti dicono che è un La bemolle perché hanno l’orecchio assoluto (che poi tra l’altro era pure un Fa#) e ti dicono che la loro lingua, l’ucraino, è la più melodica del mondo. Mettono due accordi al pianoforte, fanno la faccia espressiva e si pensano di essere dei geni. Ti sparano in faccia discorsi triti e ritriti sulla musica come linguaggio autonomo dal significato variamente interpretabile.
Ti guardano con aria di sufficienza senza considerare che probabilmente metà della loro famiglia faceva le pulizie a casa di tua zia. Insistono tanto per trovare casa con te.
Bene, considerata l’eventualità… indovina chi farà le pulizie mio caro Mr. Melodia?
3) Prendono decisioni senza considerare i fatti: Lasciamo perdere il fatto che formalmente il mio destino pende dalle tue labbra, che la tua decisione comporterà cosa ne sarà di me. Un anno fa stavo rannicchiato sul letto in posizione fetale aspettando con flebile speranza che la gente scegliesse me come coinquilino. Ora, dopo che il destino mi ha preso per il culo per altre quattro settimane ho deciso di mandare tutti affanculo: A) Come cazzo vuoi decidere se dovrò essere il tuo roommate se mi hai visto mezza volta e non sai nulla di me? Pensa se dovessi scegliermi e fossi un killer di asiatici con gli occhiali? Saresti fottuto. B) Perché sono io a doverti chiedere “Perché non mi fai qualche domanda?” non ci arrivi da solo? Ma che cazzo tieni nel cervello? C) Perché l’unica domanda che mi fai è “quanto tempo staresti in questa casa”? Ma sei cretino? Se il contratto è di un anno con tanto di pagamenti anticipati, quanto cazzo ci devo stare? Una settimana? O magari due giorni? Così magari giusto per traslocare e poi andarmene di nuovo. Ah, come non sapevi che ho l’hobby del trasloco? Cazzi tuoi, mica me l’avevi chiesto.
4) Perché cazzo nessuno risponde alle email: Che cazzo ci vuole a rispondere ad una email? Un tempo c’era la scusa che non le si sapeva controllare ma adesso tutti sti sfaccimma di smartphone che li tenete a fare? Giocare a tagliare la frutta? Perché magari non ve la magnate così vi arriva pure lo zucchero al cervello? Dio mio con le tecnologie di mo’ non dovete nemmeno mettervi a scrivere, parlate ed il cazzo di cellulare con la voce robotica si mette a scrivere. Che cazzo vi siete comprati a fare il cazzo di super nuovo iPhone con il riconoscimento vocale? Per chiedergli se fa i bucchini?? Ma poi dico io, come cazzo volete che vi risponda? È un telefono. Se avessero inventato i telefoni che fanno i bucchini probabilmente adesso nessuno più uscirebbe di casa ed il mondo sarebbe un posto vuoto (e per questo magari migliore).

La cosa bella è che ho avuto momenti talmente tristi e bui che mi sono pure messo ad accattarmi le bottiglie di vino. Poi mentre lavavo i piatti ho avuto l’illuminazione.
Ma dopotutto, a me, che cazzo me ne fotte?

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