No, ma seriamente? (questo post contiene molte parentesi).

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Ok, io sono uno che facilmente finisce per assuefarsi all’insensatezza.
Ad esempio se una mattina dessi una capata alla porta di quei sociopatici che vivono di fronte a me senza ottenere risposta, potrei facilmente decidere di ripetere l’azione anche la mattina successiva, finendo per collezionare settimane e settimane di capate dentro le porte. La cosa ad un certo punto finirebbe anche per piacermi tant’è che a quel punto potrei anche presentarmi alla gente non più come studente di composizione ma proprio come incapatore di porte di vicini.
Insomma ad assuefazione completata non mi risulterebbee difficile finire per dare questo genere di risposte durante una conversazione con uno sconosciuto:
“Piacere, piacere mio! Ah quindi tu lavori da Starbucks, bello. Io do capate alle porte dei vicini ogni mattina.”
“Come? se mi pagano? Ovviamente no, ma penso che dovrebbero.”
“Ma scusa perché questa domanda? Tu non dai capate alle porte?”
“Se sanguino? no, mi sembra di no. Come dici, iscrivermi in palestra per poter dare maggiore potenza alle mie capate? No, non ancora, ma da domani…”
Ecco per questa ragione spesso mi capitano quelle che io chiamo epifanie dell’ovvio. Realizzo cioè cose che sono ovvie ma visto che sono assuefatto all’insensatezza mi sembrano lampi di genio incredibili.
Ad esempio prendiamo le donne che frequento ultimamente: in vita mia ho conosciuto un numero allucinante di cesse, finte intellettuali con l’indole di una sciacquabicchieri di paese, artiste senza arte (nello stesso senso di un meccanico che non ripara macchine o di una casalinga che non lava a terra), dispensatrici di speranze sessuali e in ultimo portatrici di cultura che non sanno niente, davvero, non sanno niente. Con queste premesse non ci sarebbero voluti tipo due anni per capire che attualmente sto avendo a che fare con delle mongoloidi ed invece siccome sono assuefatto ho dovuto aspettare l’epifania.
Infatti a scuola mia (dovrei dire università ma somiglia più al mio liceo) è pieno ad esempio di queste che si danno un mare di arie (bella questa espressione, me la devo segnare) e poi a stento sanno come sciacquare un bicchiere (questo a discapito della loro indole, insomma c’è una contraddizione di fondo nella loro psiche che potrebbe anche spiegare i loro comportamenti, roba che se Freud le avesse come pazienti finirebbe per mollare tutto ed andare a giocare bollette in un punto snai abusivo).
La cosa bella è che vestono male (sembra che si sono cosparse di colla e poi gettate nell’armadio, penso che se le vedesse una con la quale un tempo uscivo che mo’ fa tipo la fashion blogger le sputerebbe in faccia una ad una), non ti salutano nonostante tu le conosca benissimo e ci abbia parlato anche più di una volta facendo pure attenzione a non mostrare che sei il triplo più intelligente di loro, come se poi ci volesse molto ad essere più intelligente di un castoro senza denti (no ho detto una cazzata, a volte può essere davvero difficile).
La cosa bella è che ognuna di loro poi deve essere per forza speciale. Avere la cazzo di storia che nessuno ha è proprio necessario? Che poi quando te la raccontano sembra che da non si capisce bene quale speaker debba partire una di quelle colonne sonore dei film tristi tipo “lezioni di piano” o quell’altro degli omosessuali che si volevano bene (mi pareva brutto scrivere ricchioni).
Poi dico io, se uno ha una cazzo di storia speciale perché raccontarla al primo stronzo italiano col naso grosso e la borsa della Juventus che ti passa davanti? Che cazzo è una sorta di mettere le mani avanti “sono troppo speciale per te ed io non faccio i bucchini quelli non speciali”? Ma che ne vuoi sapere tu di chi sono io, ad esempio se leggessi il mio blog (cosa che non puoi perché Dio solo sa che cazzo di lingua parli) sapresti che una volta ho raccontato che sono stato fidanzato con una che si credeva di essere un piccione.
Altra cosa, indovina un po’, una storia fatta di cliché e stereotipi messi insieme a cazzo di cane (l’ex fidanzato drogato criminale ma in realtà col cuore tenero, la nonna sfigata che le aveva tramandato l’amore per la musica dicendo pure in punto di morte “tu sarai una diva”, il padre alcolizzato omosessuale che si ingroppava il segretario ecc) non ti rende speciale. Ti rende perfettamente normale perché come ho già detto in passato cercare di essere speciali equivale ad essere normali, è proprio questa la base della normalità.
Tutto ciò è condito, tra una cosa e l’altra, da frasi come “il mio uomo ideale deve essere umile come me”.
Bella mia tu non sei umile, hai un ego grande quanto una discarica di munnezza abusiva in Campania (inoltre il tuo profumo da 45$ organic comprato da whole food ha esattamente lo stesso odore).
Essere umili significa accettare il fatto di poter sbagliare ed imparare dai propri errori. In poche parole di essere umani.
Ad esempio impara da me, io so esattamente di essere solamente un essere umano.
Già, esattamente come uno squalo bianco è solamente un pesce.

Trick or Vafammoc?

Non capisco perché ogni volta che vado nello Starbucks a North End per scroccare il wifi (la lavanderia sotto casa mia non è affidabile e cominciano pure a schifarmi…) c’è sempre un cesso dai capelli sporchi che cerca di posteggiarmi. Quasi sempre.

Ma poi parliamoci chiaro, mi vengono vicino e chiedono se sto bevendo cioccolata calda, quasi a pensare “ma che dolce e tenero ragazzo”.
A questo punto per levarmele dai coglioni mi gioco la carta del sociopatico: rispondo a senza motivo che non bevo caffè americano.
“Perché?”
“Sono italiano”
“Gli italiani non bevono caffè?”
“Non bevono caffè americano”
“Perché?”
“È veleno”
“Wow!”

Insomma succede sempre l’esatto contrario di quello che desidero, anzichè pensare che sono un reietto pazzo con strane idee mi trovano interessante e vogliono sapere sempre più cose.
Poi quando becchi quella che ti piace fai tanto per fare il tipo interessante e finisci per essere scartato come sociopatico/pessimista/allucinato/troppofilosofo/ forsepurechevotachi/iodisicurononvoteròmai/ almenoperoggi/chissàforsevendepuredroga/aibambini. Ma questa è un’altra storia dove prima ti cacano il cazzo, ridono alle battute, escono, vengono a casa tua e poi fanno finta di non vederti per strada. Ma si sa, so guaglione, anna’ pazzià, se non pazzeano mo’ quando lo fanno, mannaggia a chitemuort, prima o poi pure ti riacchiappo, e poi voglio vedere, perché si sa, se non ti faccio a quattro pezzi mo’, quando ecc. ecc.*

Ma poi voglio sapere n’altra cosa.
Sapevo che Halloween qui è un po’ na fissazione ma non credevo a sti livelli. In tutti i cavolo di posti tipo Starbucks ai soliti caffè dai nomi lunghi come la costituzione hanno aggiunto “Pumpkin” che se non vado errato significa “zucca” o comunque se non zucca si intende ‘na cosa arancione più o meno sferica che anzichè magnarsela con la pasta la svuotano tipo pollastro e ci mettono una candela accesa dentro. Ah, di solito la tagliano pure a forma di capa di mostro.
Insomma, una trovata utile e geniale.
Ieri mattina nel mio break tra una classe e l’altra ho avuto la malsana idea di fare colazione da Starbucks (“lì hanno i dolcettini buoniiiii *_*” cit. imbecille media che vuole starcazz pure in italia) che, nonostante mi faccia schifo, di tanto in tanto ci vado ancora non so perché e chi cazzo m’ha ciecato.
Mentre aspettavo il mio cappuccino fatto male quella nerd che di solito trasforma le ordinazioni da pura e semplice idea astratta ad elemento concreto del mondo fenomenico urla “MOKA CHOCOLATE VANILLA CINNAMON HALF CREAM COFFEE DOUBLE SUGAR PUMPKIN LATTE GRANDE”.
Io dal conto mio stavo pensando beatamente ai cazzi miei. Ma poi mi son ritrovato a porre una domanda al mio intelletto: ma la parola “pumpkin” è solo una menata per Halloween o questi so cazzi che mettono pure la zucca nel caffè?
Comunque se la notte di Halloween qualcuno viene a bussare fuori alla porta di casa mia facendo quella cacata “dolcetto o scherzetto?” mi metto ad alluccare a tipo parcheggiatore abusivo a cui hanno scippato il cliente. Poi voglio vedere chi si caca sotto.

 *Potrebbe funzionare come testo di una canzone neomelodica (neoborbonica)???