La bella top motel.

Se la gente si fosse imparata a contare fino a dieci prima di dire qualcosa il mondo sarebbe un posto non migliore ma di certo non una chiavica come a mo’. Ma mica perché così va a finire che dalla loro bocca esce qualcosa di sensato, no e maquandomai, semplicemente perché non resistendo all’idea di non poter esprimere le loro idee “meritevoli di tutela” (cit. qualunque stronzo dopo due settimane a giurisprudenza) il loro cervello scoppierebbe a tipo le gomme delle macchine quando pigli Via Marina a 60 km/h.

Adesso prendiamo un esempio un po’ lungo e colorito ma che rende l’idea: siamo in un ristorante giapponese, uno di quelli dove magni un po’ di riso e pesce crudo proveniente dai mari di dove sta l’italsider e lo paghi quanto la prima rata di una Ferrari modello Holeinthechest.
Ci vai e magari hai pure prenotato tre giorni prima per fare bella figura con i pidocchiosi del vomero che fino al giorno prima si abboffavano di panzarotti e palle di riso e mo’ ti vengono a dire frasi come “il sushi? ah, che prelibatezza”.
Nonostante la prenotazione ti fanno comunque aspettare ma non perché c’è troppa gente, semplicemente la cameriera nell’accendere una di quelle candele merdosissime che stanno nei ristoranti si è ustionata rischiando di incendiare l’intero locale alluccando  “uhmaronnamiabella!”. Nientedimeno mentre aspetti fuori al locale esce addirittura il proprietario a scusarsi. Camicetta bianca stretta mezza sbottonata con pelo ribelle che fa capolino, capello phonato moda “2004 appuntamento sotto al cimmino”, probabile figlio mezzo scemo di un ex camorrista fallito (che di camorrista non tiene niente se non che si è fatto la galera senza nemmeno sapere il perché), ha deciso di investire i soldi del padre pensando che col pesce crudo fosse meglio perché non si paga il gas che serve a cuocerlo.
È quando entri che le vedi, tutte così belle con la gonna corta tutta vaporosa, lo stivale verde senza tacco, la maglietta scollata e venticinque kili di trucco che manco le fashion blogger quando vanno nei locali punk per farsi guardare dai fidanzati di quelle bassine coi capelli viola.
Mentre tu stai la a magnare roba che il nome tradotto dal giapponese significa “fratomo qua ci sta poco da ridere” le senti che alluccano e smaniano per dire le loro stronzate.
Ed è un attimo, un attimo prima di alluccare “Io penso che a Berlusconi la galera è un poco assai” che dovrebbero fermarsi e contare.
Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sett… Boom.
Cervello di top motel dappertutto, sul sushi, sui muri nei quali se pianti un chiodo zampilla sangue, sulla faccia del cinese ex gestore di centri massaggi abusivi della pianura padana che si finge cuoco santone di sushi.
Boom e l’ennesima stronza fidanzata col palestrato che si fa le lampade che non si dichiara gay solo perché nel paese lo sfottono che si leva dai coglioni.
I prossimi a scoppiare sarebbero i peggiori di tutti, i fan di Harry Potter.
“Oh, ma lo sai che Hermione va tirando i bucchini?”
“Eeeeeeeeeh..”
Boom.

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